La Tâche Grand Cru

La denominazione La Tâche è la più a sud dell’intera Côte de Nuits, appartenne fino alla Rivoluzione francese ai monaci di Saint Denis de Nuits che allora dipendeva dalla diocesi di Autun. Dopo la vendita i nuovi proprietari del vigneto storico, che allora era di circa 1.5 ettari, furono autorizzati, per decisione giudiziaria, ad aggiungere la parte più grande del vicino vigneto Gaudichots che già possedevano.

undefined

Trae il proprio nome probabilmente dall’espressione “tâcheron” che designa un operaio che si occupa di una vigna in cambio di un salario. La superficie attuale è di poco superiore ai 6 ettari tutti di proprietà del Domaine Romanée-Conti. Presenta una debole inclinazione, un’esposizione perfetta e un suolo ciottoloso che gli assicura un eccellente drenaggio. I vini si distinguono per aromi complessi caratterizzati da una fine nota di liquirizia, al gusto presenta estrema consistenza fusa, anche in fase giovanile, con una struttura vellutata e untuosa, sensazioni difficilmente riscontrabili con altri. La Tâche è, con Richebourg, Bonnes-Mares, Clos de Tart e Chambertin, capace di produrre una longevità straordinaria, assicurata da una notevole freschezza e da una mineralità di grande razza.

Superficie: 6 ha
Vini: pinot nero
Bottiglie prodotte: 23′600

12-vosne-romanee-copie-5.gif

2 Responses to “La Tâche Grand Cru”

  1. La Tâche 2000
    Il vino si presenta con un rubino intenso. Al primo naso fuoriescono note speziate (vaniglia), menta e fiori. Inseguito note fruttate e di liquirizia con accenni di sottobosco. In bocca entra deciso,malgrado la giovane età denota una materia già ben integrata. Presenta una freschezza assolutamente impareggiabile con una mineralità spiccata. Un vino dalla grande struttura con equilibrio perfetto tra finezza e potenza. Finale interminabile.

    In assoluto uno dei migliori vini mai degustati.

  2. La Tache DRC 2000: Ancora una volta monumentale. Non è una questione di prezzo nè di blasone nè un abbaglio da suggestione: il naso de La Tache è inconfondibile e incredibilmente ampio, anche nelle annate considerate più deboli (sicuri che valga anche per tutti i DRC?). I profumi sono a livello del 2004, attualmente molto più espressivi del 1999 (in una programmata ma triste fase di chiusura). Attacco consueto, qualcosa in meno nel finale rispetto allo 04 che ho bevuto circa 3 mesi fa. Il più variabile del lotto, nettamente il primo della classe. Nessuna riduzione iniziale, notata invece sia nel 99 che nello 04. 97/100

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.