Domaine Méo-Camuzet a Vosne-Romanée

Ètienne Camuzet è un personaggio emblematico della viticoltura della Borgogna. Deputato della Côte d’Or, sindaco di Vosne-Romanée, ultimo proprietario del castello di Clos de Vougeot prima della cessione alla Confrerie de Tastevin, diede origine al proprio “domaine” alla fine del XIX secolo. La sua grande ambizione: quella di raggruppare tutte le parcelle del Clos de Vougeot sotto un’unica società cooperativa, riportandolo alle antiche origini monastiche. Nel 1959 le proprietà della tenuta furono ereditate di Jean Méo. Essendo impiegato in politica a Parigi, dapprima come consigliere del generale De Gaulle e in seguito di Jacques Chirac, diede in affitto le proprie vigne ad altri vignaioli. Uno di questi si chiamava Henri Jayer. Grazie al suo genio, i vini dell’azienda iniziarono una progressiva salita fino raggiungere l’attuale eccellenza qualitativa. All’inizio i vini erano venduti in fusti ad aziende commerciali e solo dal 1985 commercializzati direttamente sotto una propria etichetta.

Nel 1989 Jean-Nicolas Méo, dopo la formazione in enologia, decide di prendere la direzione dell’azienda di famiglia. Sposando perfettamente la filosofia dell’espressione del territorio, teoria promulgata da Henri Jayer, continuò la valorizzazione dei suoi 14.5 ettari di vigne. La superficie si sviluppa prevalentemente nelle denominazioni di Richebourg, Clos de Vougeot, Echézeaux, Corton, Vosne-Romanée aux Brûlées e Cros-Parentoux glorificato in precedenza dal suo maestro.
“Perché in Borgogna sono così fedeli al concetto del territorio? La Côte d’Or ha grandi diversità ambientali e geologiche. L’impegno dell’uomo è fondamentale per favorire l’espressione d’ogni singola parcella attraverso il vino prodotto. Da vari anni abbiamo abbandonato l’uso di prodotti chimici sostituiti da composti biologici, queste pratiche ci permettono di prevenire le malattie e di limitare i rendimenti rispettando l’equilibrio delle vigne e dell’ambiente che ci circonda. In generale le raccolte avvengono alla fine di settembre, l’obbligo di ottenere annualmente uve sane e di perfetta maturazione determina il periodo della vendemmia come uno dei momenti culminanti della stagione. Il mese che precede le raccolte è un periodo angosciante per il vignaiolo, bisogna solamente attendere sapendo che ogni piccola variazione climatica avrà delle conseguenze sulla qualità dell’annata. Dopo una severa scelta, gli acini subiscono una macerazione a freddo (circa 15°) per 3-5 giorni. La fermentazione con macerazione avviene in vasche di cemento (da 20 a 54 hl) per un periodo di 16-18 giorni tenendo sotto controllo che la temperatura non superi la soglia critica di 34-35°. I fusti di rovere permettono una lenta micro-ossigenazione ma apportano nuovi aromi che si possono amalgamare a quelli del vino o addirittura dominarli. L’uso e la qualità del legno deve essere eseguito in modo intelligente. Le botti in rovere che utilizziamo provengono dalle foreste di Bertrange e di Tronçais con tostature leggere o medie. La proporzione di botti nuove varia dalla struttura e dall’annata (50% per le denominazioni comunali e 100% per quelle Grands Crus)”.
La superficie lavorata a vigneto occupa, soprattutto, le zone più vocate della parte meridionale della Côte de Nuits, in corrispondenza dei comuni di Vougeot, Vosne-Romanée e Nuits-St. Georges.

Il Richebourg è il vino storico dell’azienda, impressiona per la sua finezza, persistenza e per la capacità di evolversi nel tempo, dove tutte le componenti si esprimono in perfetta armonia. Vino di grande longevità che ha bisogno del tempo per rilevare tutte le sue complessità. Possediamo sette piccole parcelle per una superficie totale di 0.34 ettari.
Il Clos de Vougeot è l’immagine di un gentiluomo raffinato, vino di grande finezza e di piacevole persistenza. Le complessità si sviluppano abbastanza velocemente, un vino che si può apprezzare anche in fase giovanile ma che con il tempo vi sorprenderà. La nostra fortuna è quella di essere situati nella parte alta della denominazione vigne situate ai piedi del castello. Sono 3 ettari di cui un terzo piantato nel 1920, il resto risale agli anni ’60 e ’70; beneficiano di un suolo poco profondo, massimo 40 centimetri, dove le radici devono penetrare tra le rocce per trovare il nutrimento.
Le vigne di Corton-Clos Rognet danno un vino solido, autorevole e untuoso, la sua capacità d’invecchiare è straordinaria superando spesso quella dei Grands Crus della Côte de Nuits. È un vino che richiede pochi interventi durante la vinificazione, spesso bisogna accontentarsi di osservarlo. Ancora circondata da muri è forse una delle più belle vigne (0.45 ha) della proprietà: perfettamente esposta a est è situata a nord della denominazione nel comune di Ladoix Serrigny.
L’ Échezeaux è fedele alle caratteristiche della sua denominazione per finezza ed equilibrio generale, la sua spiccata acidità naturale conferisce, a volte, un finale un pò severo. Una lunga conservazione è necessaria affinché il vino possa rilevare tutta la sua ricchezza. Essendo indifferente ai travasi l’evoluzione prima dell’imbottigliamento è lenta rilevandosi scontroso, è un vino da lasciare tranquillo. L’impianto d’origine è dei primi anni ’40, ma circa un quarto è stato rinnovato da alcuni anni. L’altitudine di questa parcella di 0.44 ettari può forse spiegare la spiccata acidità.
Cros-Parentoux è la storia di un territorio reso famoso da un grande uomo: Henri Jayer. Un terreno quasi incolto e difficile da lavorare dove il grande maestro è riuscito ad estrarre la quintessenza dei vini di Vosne-Romanée. Anche se classificato Premier Cru é considerato il settimo Grands Crus di Vosne-Romanée. Situato nella parte superiore della collina, la parte più estesa della denominazione è stata acquisita da Emmanuel Rouget, nipote di Henri; noi siamo orgogliosi di lavorare circa 30 acri, una piccola parcella, ma quella che genera i vini più celebri. Questi sono concentrati e opulenti ma bilanciati da un’elevata freschezza che conferisce un elegante equilibrio. Bisogna avere pazienza, degustato nel suo periodo di massima espressione, sicuramente oltre i 15 anni darà incredibili soddisfazioni.


Domaine Méo-Camuzet a Vosne-Romanée
Rossi: 11.4 ha pinot nero + acquisto uve
Bianchi: 3.6 ha chardonnay
Bottiglie annue: 60’000

“Appellations prodotte”

Grands Crus: Corton-Clos Rognet – Clos de Vougeot – Échezeaux – Richebourg

Premiers Crus: Chambolle-Musigny les Cras, Chambolle-Musigny les Feusselottes – Nuits-St. Georges aux Boudots, Nuits-St. Georges aux Murgers, Nuits-St. George aux Argillas, Nuits-St. Georges les Perrières – Vosne-Romanée aux Brûlées, Vosne-Romanée aux Cros Parantoux, Vosne-Romanée les Chaumes

Villages: Chambolle-Musigny – Fixin – Marsannay – Morey-St. Denis – Nuits-St. Georges – Vosne-Romanée

One Response to “Domaine Méo-Camuzet a Vosne-Romanée”

  1. Richebourg GC Meo Camuzet 2000: vino di gran razza, piacevolezza sensibilmente superiore, anche paragonandolo al precedente Grands Echezeaux. Contemporaneamente vivo e profondo, di indubbia struttura e persistenza. Fra i miei preferiti, ben più economico de La Tache, da preferire se il budget non dovesse consentire quel genere di esborso. 95/100

    Fonte: Brozzi
    http://vino.forumfree.net

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.