La Côte d’Or

La Côte d’Or si estende dai sobborghi di Digione fino a Santenay. È suddivisa tra la Côte de Nuits e la Côte de Beaune separate da un tratto nel quale le vigne cedono il passo a cave di marmo. Il suo nome fa riferimento al colore oro che assumono le foglie dei vigneti nel periodo autunnale.

Si sviluppa su una lunghezza di circa 50 chilometri, delimitata ad ovest da un’altopiano boscoso alla sommità delle colline e dalla vallata del fiume Saône; larghezza che varia da 2 chilometri a poche centinaia di metri. Dal punto di vista geologico la storia della Borgogna ha inizio più di 150 milioni di anni fa, nel periodo gurassico, periodo in cui si sono progressivamente depositati gli strati di roccia sedimentaria marina che oggi costituiscono il sottosuolo da cui il vigneto trae la propria struttura. L’accumulo sovrapposto di roccia calcarea frammisto a conchiglie, stelle marine, … costituiscono oggi la base da cui le viti traggono il proprio sostentamento. L’erezione delle Alpi, creatasi circa una sessantina di milioni anni fa, e l’erosione creata dal fiume Soâne hanno determinato la topografia dell’area dando origine alle dolci colline della Côte. L’insieme del vigneto della Borgogna si trova sotto l’influsso di un clima continentale: con inverni freddi, gelate primaverili frequenti, estati calde con temperature a volte molto elevate. La situazione geografica della Côte permette di rimediare in parte a questi inconvenienti non molto favorevoli alla vite. In effetti la direzione nord-sud dei vigneti e la loro posizione sulle colline che si elevano tra i 200 metri e i 500 metri permettono di ripararsi dai venti freddi che soffiano da ovest e di approfittare al massimo dall’esposizione ai raggi solari. 

L’area di maggiore vocazione alla viticoltura corrisponde alla fascia di media collina compresa tra la zona boschiva superiore ed il percorso della strada nazionale N74, zona situata ad un’altezza tra i 200 e i 300 metri. Le denominazioni comunali o villages si trovano nella parte inferiore e in quella più alta della collina. La parte confinante con la statale è pianeggiante e poco drenante, mentre la parte alta della collina ha delle pendenze più rilevanti ma spesso un’insufficiente irradiazione solare e una forte esposizione ai venti freddi, condizioni che non favoriscono certo la migliore maturazione delle uve. Le zone dove la viticoltura trova le condizioni più favorevoli è compresa in media collina dove si sviluppano i migliori appezzamenti classificati Premiers e Grands Crus. Al di fuori di queste zone i vini sono in genere leggeri, da consumare entro pochi anni e portano le varie diciture regionali.

La denominazione Hautes-Côtes de Nuits è attribuita ai vigneti, compresi tra i 300 ed 400 metri, che sovrastano i comuni di Nuits-Sait-Georges e Vosne-Romané; le Hautes-Côtes de Beuane si sviluppano sull’altopiano che sovrasta la zona che porta da Pommard a Santenay. Sulle cime il clima è meno clemente e le uve raggiungono la maturazione con maggiore difficoltà. Ai vigneti sparsi nella vallata ad est della N74 è attribuita invece la denominazione generica “Bourgogne”; nel fondo valle dove il suolo è di tipo alluvionale sono frequenti le gelate primaverili. I migliori vigneti della Côte sono rivolti verso est e sud-est, sono quindi favoriti dall’esposizione del sole mattutino che riscalda gradatamente il terreno trattenendolo tutto il giorno e protetti dai venti di sud-ovest che portano le piogge. In pochi posti al mondo le caratteristiche del suolo riesce ad influenzare in questo modo i vini prodotti, si dice che il suolo cambia ad ogni passo, infatti i vari strati di diversa composizione si sovrappongono l’un l’altro emergendo a seconda dell’altezza del vigneto.

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